Solitamente non mi lascio scappare le nuove uscite e, infatti, nel 2018, avevo guardato YOU, salvo poi dimenticarmene completamente per i successivi  5 anni…la mia memoria da pesce rosso mi perseguita ma è anche bello poter rileggere libri e rivedere film e serie tv per la seconda volta come se la cosa non fosse mai accaduta prima!

Per cementare e far sedimentare questo sceneggiato, ho deciso di scrivere una bella recensione; intanto, mi occupo della prima stagione che ho bevuto letteralmente negli ultimi giorni e, poi, con il tempo, deciderò se proseguire la visione ma, come potrete scoprire tra poco, YOU è un grosso meh, anzi, un enormissimo e mirabolante MEH, grande come la villa delle Kardashian.

Recensione You

In realtà, YOU è tratta da un romanzo dal titolo “Hidden Bodies” di Caroline Kepnes, l’ho scoperto leggendo su Wikipedia, ed è stata distribuita su Netflix a partire da fine 2018. Come vi ho accennato, la prima stagione è stata seguita da altre tre, ottenendo molto successo (anche se ho sentito molto vociferare sulla sempre più deludente poca aderenza alla realtà della trama, ma ne parleremo…).

Un po’ di trama…

La trama è semplice: Joe Goldberg, proprietario di una libreria in quel di New York, sotto l’apparenza di bravo ragazzo a modo, è in realtà un terribile psicopatico. Un giorno entra in libreria una giovane ragazza bionda, di nome Guinevere Beck, che scatena in lui una morbosa ossessione. Joe inizia a pedinarla, a seguirla, si impossessa del suo cellulare, entra nella sua casa per fregarle le mutandine e, nel frattempo, escogita un modo per conquistarla e diventare il suo ragazzo. Nella sua sempre più crescente follia, Joe si convince che le persone che circondano la sua amata siano nocive e, perciò, questo lo porterà a pianificare e commettere azioni spregiudicate e criminali, in un’escalation di violenza.

Un po’ di opinioni random…

Siamo alle prese, quindi, con un pazzo scatenato, cresciuto a suon di mattoni ottocenteschi che predicano il romanticismo, allevato dal sadico Mooney che, quando era ragazzo, ad ogni marachella, lo rinchiudeva in una gabbia adibita alla conservazione di preziosi manoscritti nel seminterrato della libreria; un ragazzo traumatizzato interpretato, a mio parere, egregiamente dall’attore statunitense Penn Badgley.

Tutto bellissimo, certo, anche ricco di suspense, ben recitato, se non fossimo, però, continuamente perplessi da come si svolgono alcune dinamiche: Joe ruba e utilizza gli strumenti tecnologici delle sue vittime, senza curarsi delle password, del rilevamento della posizione e del riconoscimento dell’impronta; in questo modo, Joe spia le conversazioni, è sempre un passo avanti e può anche costruirsi alibi ad hoc. Tutto questo risulta poco credibile visto che, nel caso di Beck, lei provvede a ricomprarsi lo smartphone perduto ma questo non impedisce a Joe di continuare a tenere sotto controllo le sue conversazioni.

Cast you

I quartieri che frequenta Joe vengono, così, colpiti da un’ondata di macabri eventi, senza destare il minimo sospetto da parte delle autorità che si limitano a declassarli e archiviarli.

Joe è l’artefice, ovviamente, di tutti questi strani eventi e sta attento solo parzialmente a non lasciare tracce che possano incastrarlo, rendendo un po’ surreale il suo eludere le forze dell’ordine per passarla sempre liscia.

Ne avrei da dire per quanto riguarda la mancanza di aderenza alla realtà di questo telefilm ma non voglio spoilerare troppo: tutte le scene clou della storia sono affette da una quota così alta di impossibilità e irrealismo che, a lungo andare, scena dopo scena, il prodotto si trasforma in un delirio trash…tra i più malriusciti degli ultimi anni!

Certo, mi potrete rispondere che per guardare un film con serenità bisogna anche, talvolta, sospendere il giudizio di incredulità e godersi la storia ma io proprio non ci riesco: mi è impossibile accettare la biografia di un maniaco assassino che agisce indisturbato nel XXI secolo, in una città probabilmente piena di telecamere e dove svolgono indagini anche se sparisce un cane qualsiasi, figuriamoci plurimi esseri umani!

La descrizione, poi, del disturbo di Joe è molto ambigua: è un freddo omicida ma è anche un giovanotto tenero e altruista che si prende cura del figlio della vicina, Paco, e che non lesina di aiutare qualsiasi persona sia in difficoltà. Un ritratto non proprio conforme ai risultati dei miei ormai decennali studi nel campo della psicopatologia: un serial killer non è solamente un po’ schivo e mite, solitamente è accompagnato da profondi traumi che non gli consentono una vita “normale” e che, comunque, ledono la sua capacità di empatizzare con gli altri.

Il suo caso sembra, forse, essere più affine a quello di un omicida plurimo anche se manca la componente di socio-patia che renderebbe la sua esistenza non compatibile con una vita normale e, soprattutto, con una vita sessuale non atipica o affetta da problematicità.

Forse il messaggio della serie è legato alla rappresentazione di amori malati, sia nel caso dell’accoppiata Joe/Beck, sia per quanto riguarda la storia di maltrattamenti fisici e psicologici della vicina di casa, Claudia.

Beck e Joe

Sembra, però, che il buono della situazione sia proprio Joe e forse gli autori vorrebbero farci immedesimare a tal punto in lui da giustificare le sue nefandezze.

Una bella morale della favola, insomma!

Le donne, inoltre, in questo rocambolesco poutpourri, ne escono proprio male: Beck è a metà via tra una sciacquetta, fedifraga e superficiale e un’ingenuotta, mentre Claudia è la classica vittima di abusi, a cui aggiunge anche una bruttissima dipendenza dalla droga e un latente menefreghismo nei confronti del figlio Paco (l’unica donna degna di nota e che meritava più spazio è Karen che, però, esce subito di scena…).

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Nonostante tutta la bravura di Badgley, non ho simpatizzato né per Joe, né per Beck, né per nessun altro e, infatti, mi sono chiesta: perché dovrei continuare a guardare questa serie tv se non mi affeziono a nessuno e nessuno mi rappresenta?

Ok, per i colpi di scena, per il cardiopalma di alcune parti, perché è scorrevole e sciacquacervello come serie ma cosa mi porto a casa dopo la visione? Il nulla cosmico.

Da quel che ho capito, in ogni stagione Joe viene colpito da una ragazza diversa e ne diventa ossessionato, con le conseguenze macabre già citate, e questo mi fa capire come mai certe persone si siano disamorate della serie: o sei una saga fantasy, secondo me, oppure devi essere più possibile aderente alla realtà.

Si spera che gli sceneggiatori della serie abbiano studiato per le stagioni a seguire un modo per uscire da questa spirale grottesca e rendere un pochino più credibile il tutto, altrimenti rimarremo sempre tra il trash, il romance e l’erotico, tutti generi non di mio gradimento.

E speriamo, soprattutto, che la giustizia faccia il suo corso!

 

Avete visto la prima stagione di YOU? Lasciatemi un commento così possiamo discuterne insieme! Buona visione e a presto!