Copertina libro a volte ritornano

Scheda libro

Titolo: A volte ritornano
Titolo originale: Night Shift
Autore: Stephen King
Anno di pubblicazione: 1978
Casa editrice: Bompiani
Numero pagine: 381
Voto finale: 4/5

«… è ancora buio e sta piovendo… C’è qualcosa che ti voglio mostrare, qualcosa che voglio che tu tocchi. È una stanza non lontano da qui, infatti, è vicina quanto la prossima pagina. Partiamo?» (Stephen King – Prefazione)

“A volte ritornano” è la prima raccolta di racconti a firma Stephen King e, infatti, raccoglie 20 storie diverse (per lo più brevi) uscite per dei giornali (Penthouse, Cosmopolitan, Maine Magazine, etc) a partire dal 1968 (anche se alcuni racconti, tra cui “L’ultimo piolo”, erano inediti) fino alla pubblicazione in un unico tomo (1978).

Io ho letto l’edizione Bompiani più recente (la prima edizione di questa casa editrice è datata 1981), per intenderci, quella con la copertina fiammeggiante in cui si staglia una macchina in stile americano e tre loschi figuri (nella mia testa io immagino sempre una Buick anche se non ho idea di come sia fatta nella realtà!).

“A volte ritornano” è il quinto libro di Stephen King (se si considera anche Ossessione, uscito sotto pseudonimo) ed è, nello specifico, il mio primo incontro con una raccolta di racconti del Re. Come sarà andata?

mostro dentro l'armadio

“Sono venuto da lei perché voglio raccontarle la mia storia,» stava dicendo l’uomo sul lettino del dottor Harper. Si chiamava Lester Billings, era di Waterbury, Connecticut. Secondo i dati annotati dall’infermiera Vickers, aveva ventotto anni, era impiegato presso una ditta industriale di New York, divorziato e padre di tre bambini. Tutti morti.” (da “Il babau”)

Un po’ di trama e di opinioni insieme…

Ovviamente non vi voglio tediare riferendo la trama di tutti e venti i racconti ma, intanto, vi lascio qui l’elenco dei titoli:

      1. Jerusalem’s Lot
      2. Secondo turno di notte (Graveyard Shift)
      3. Risacca notturna (Night Surf)
      4. Io sono la porta (I Am the Doorway)
      5. Il compressore (The Mangler)
      6. Il baubau (The Boogeyman)
      7. Materia grigia (Gray Matter)
      8. Campo di battaglia (Battleground)
      9. Camion (Trucks)
      10. A volte ritornano (Sometimes They Come Back)
      11. Primavera da fragole (Strawberry Spring)
      12. Il cornicione (The Ledge)
      13. La falciatrice (The Lawnmower Man)
      14. Quitters, Inc.
      15. So di che cosa hai bisogno (I Know What You Need)
      16. I figli del grano (The Children of the Corn)
      17. L’ultimo piolo (The Last Rung on the Ladder)
      18. L’uomo che amava i fiori (The Man Who Loved Flowers)
      19. Il bicchiere della staffa (One for the Road)
      20. La donna nella stanza (The Woman in the Room)

Tutti questi racconti, sebbene denotino uno stile a volte ancora acerbo, sono molto belli: nella prefazione di Stephen King, l’autore parla della paura, di come sia un sentimento insito in noi e del modo in cui ricerchiamo spesso nei romanzi sensazioni di spavento e di angoscia; diciamo che il viaggio percorso in “A volte ritornano” accontenta questo bisogno forse morboso di terrore perchè nessuno dei 20 racconti lascia indifferenti e, anzi, vi consiglio di non leggere questo libro quando siete al buio o a casa da soli.

fienile

“Ho ricevuto la lettera di Katrina ieri, meno di una settimana dopo che mio padre e io siamo tornati da Los Angeles. Era stata mandata a Wilmington, nel Delaware, e da allora io mi sono trasferito altre due volte. La gente si sposta di continuo, ora, ed è strano come quegli indirizzi cancellati e quelle etichette del cambio di indirizzo possano sembrare altrettante accuse.” (da “L’ultimo piolo”)

Alcuni racconti sono delle piccole anticipazioni di veri e propri romanzi di King, come, ad esempio, “Risacca notturna” che dà le origini a “L’ombra dello scorpione”, oppure “Jerusalem’s Lot” e “Il bicchiere della staffa” che, invece, sono la base di partenza per “Le notti di Salem”.

In questo senso, la mia idea di leggere tutti i romanzi di King in ordine cronologico ha davvero senso poiché tutte le storie sono concatenate tra loro e, leggendo a caso, mi perderei tantissimi riferimenti che, secondo me, danno proprio un valore in più all’universo creato dal Re.

I miei racconti preferiti di questa raccolta sono stati:

  1. Il compressore, che mi ha davvero spaventato a morte e mi ha fatto guardare con sospetto la mia lavatrice per giorni.
  2. Il babau, terrorizzante a livelli forse mai raggiunti prima nel corso delle mie letture e anche questo mi ha fatto scoprire che un armadio completamente chiuso è meglio di un armadio con la fessura aperta.
  3. Quitters Inc., che mi ha fatto scoprire il vero metodo infallibile per smettere di fumare e mi ha lasciato stupefatta nel finale geniale.
  4. L’ultimo piolo, forse il mio preferito in assoluto, una storia drammatica con un risvolto finale che mi ha causato un bel piantino. Trovo che quando King si lascia andare al dramma sia favoloso! Voto Dieshi!
  5. Infine, La donna nella stanza che sviluppa temi importantissimi quali l’amore di un figlio per i genitori e l’eutanasia, e anche in questo caso piantarello di ordinanza…Sì, lo so, sono una mammoletta!

Ne ho salvati 5 perchè non volevo dilungarmi ma, credetemi, ogni racconto di questa raccolta ha qualcosa da dire e, pur nella brevità, riesce a raccontare con poche frasi veri e propri mondi, catastrofi comprese.

L’unica cosa che rimprovero a questi racconti è la durata: King riesce, as usual, a farti affezionare ai personaggi che, però, sei costretto ad abbandonare troppo presto e, proprio per questo, la dimensione romanzesca (meglio se mattonesca) è per me la più ideale.

“Erano le dieci e un quarto ed Herb Tooklander stava pensando di chiudere per la notte quando l’uomo dal cappotto elegantissimo e dalla faccia bianca e stravolta fece irruzione nel Tookey’s Bar, che si trova nella parte settentrionale di Falmouth. Era il dieci gennaio, suppergiù l’epoca in cui la maggior parte della gente impara a infischiarsene allegramente di tutte le buone risoluzioni che ha preso per l’Anno Nuovo, e fuori tirava un vento di nordest a dir poco infernale.” ( da “Il bicchiere della staffa”)

Curiosità sul libro…

Con la pubblicazione di “A volte ritornano”, la maggiore popolarità di King e anche grazie al successo dell’adattamento di Brian DePalma di Carrie (1976), gli studenti di cinematografia iniziarono a fare offerte a King per girare adattamenti TV delle storie apparse in questa collezione. King creò una policy secondo la quale gli studenti potevano girare quello che volevano al simbolico costo di 1 dollaro. Di adattamenti del genere ne furono creati moltissimi ma credo non fossero di estrema qualità, soprattutto dal punto di vista degli effetti speciali.

Negli anni ‘80, il produttore Milton Suborsky acquistò i diritti di sei delle storie di “A volte ritornano” con l’idea di produrre in futuro una serie tv ma quest’ultima non venne mai prodotta.

Tra i molti film usciti al cinema e tratti dalle storie di “A volte ritornano” comprare anche “Brivido”, un film del 1986 (basato sul racconto “Camion”) e diretto, pensate un po’, da Stephen King stesso.

«So di che cosa hai bisogno.»

Elizabeth alzò gli occhi dal testo di sociologia, con un sussulto, e vide un giovanotto piuttosto insignificante con una giacca verde, da militare. Per un attimo le sembrò vagamente familiare, come se si conoscessero già; la sensazione era quella che si prova davanti a qualcosa di già visto.” (da “So di che cosa hai bisogno”)

Conclusioni

La #stephenkingchallenge proseguirà come sempre e credo che non esisteranno stroncature per King: è un autore che adoro in maniera profonda sia nelle versioni mignon dei racconti, sia nei suoi vari romanzi lunghi.

“A volte ritornano” l’ho letto molti mesi fa eppure alcune scene mi tornano ancora alla mente, sono come tatuate indelebilmente alla mia anima di lettrice e pensatrice; mi piace avere paura ma mi piace ancora di più entrare nella vita dei piccoli personaggi di King che, a volte, diventano eroi, altre volte, rimangono semplici esseri umani con le loro luci e le loro, tante, ombre.

Prossima lettura prevista: “L’ombra dello scorpione”, #staytuned!