CHI ERA VERAMENTE GIULIO REGENI?

Qualche giorno fa ho sentito qualcuno chiedere a un tizio: “Ma tu cosa ne pensi di Giulio Regeni?” e ho udito il tizio rispondere con arresa mestizia: “Cosa vuoi che ti dica…era nei servizi segreti.”

Ecco, io voglio scrostare via questo fango dalla figura di Giulio, voglio ricacciare in bocca le parole a quel tizio, voglio frantumare, spezzare tutte le maledette voci che stanno distruggendo la reputazione di Giulio Regeni.

Chi era veramente Giulio e cosa faceva?

Ha lavorato dal settembre 2013 al settembre 2014 per la società Oxford Analytica. Una società che è stata descritta in sintesi come “agenzia di intelligence” e si sa che una definizione simile fa subito pensare a servizi segreti.

Non voglio scavare nell’etimologia né nell’uso comune e alquanto deviato che si fa della parola “intelligence”.

Intelligence è un termine che in inglese e, di conseguenza, in tutto il mondo, si associa ai servizi segreti ma ha anche un uso ampio e neutrale di informazione significativa.

E proprio di informazione significativa si occupava Giulio Regeni.

Ma partiamo dal principio: cos’è Oxford Analytica?

Oxford Analytica è “una società di analisi globale e consulenza che utilizza un’ampia rete di esperti per consigliare i propri clienti su strategie e linee di condotta in mercati complessi.”: parole del sito di Oxford Analytica consultabile e aperto a tutti.

Lo scopo della società è quello di “fornire ai clienti un vantaggio nella comprensione del significato di eventi politici e tendenze sociali ed economiche.”

Stiamo, quindi, parlando di una società di consulenza che fornisce a pagamento dossier sulle tendenze politiche dei vari paesi e sul trend dei mercati più turbolenti del mondo.

Non è la sola a fare questo, ci sono società molto più antiche come la Rand Corporation nata nel 1948 e la Stratfor attiva dal 1996.

Tutte queste società offrono macro dossier e consulenze individuali ad aziende ma anche a governi, a uomini di business e a tanti media.

Chi ci lavora viene spesso da ruoli governativi oppure militari ma, soprattutto, vi lavorano ricercatori, professori, esperti, studiosi.

Tutte queste società hanno un servizio che si chiama “Daily Briefing” che ogni giorno fa il punto della situazione su vari quadranti del mondo e a cui è possibile accedere con abbonamento, un abbonamento molto costoso.

Sappiamo con certezza che per questo Daily Briefing lavorava Giulio.

Giulio era un analista, un analista bravo, di una delle università più importanti al mondo, che non lavorava per i servizi segreti perché queste società i cui dossier vengono utilizzati da giornalisti, politici e imprenditori di tutto il mondo non hanno nulla a che fare con il mondo oscuro dell’Intelligence.

Per la morte di Giulio tutto questo fa un’enorme differenza.

Perché è stato facilissimo infangare la sua reputazione e relegare la sua uccisione a quelle beghe misconosciute tra paesi in guerra, cancellare il suo ricordo di studioso mite e sognatore, non farne più “uno di noi” ma, giustificando i suoi assassini, “uno di loro”. Una delle tante trame politiche finite male, ci è scappato il morto e allora basta, Italia ed Egitto se ne stiano tranquille, la guerre est guerre.

L’assissinio viene abbassato di grado, reso un episodio oscuro di una figura densa di ombre che non ha niente del bravo ragazzo acclamato dalla folla ad Udine.

Non vi sembra un gran bel modo per uscire dallo scontro per l’Italia e per l’Egitto, senza nessun prezzo da pagare?

Non vi sembra che ci stiano prendendo in giro, derubandoci della verità?

Non vi sembra che sia dovere di tutti salvare la memoria di Giulio? Un ragazzo come tanti ucciso ingiustamente da ostilità insensate.

Questo era Giulio e così dobbiamo parlare di lui.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*