TO YOU – TI RACCONTO UNA STORIA

Crescere non mi va. Certe volte mi stupisco di essere viva, in una vita reale che non è sogno, non è immaginazione. Sono una donna, in mezzo a tante donne ma non mi riconosco in nessuna di loro. Ho qualcosa di diverso, per colpa di un passato difficile in cui avevo dimenticato la bellezza. La bellezza del vivere, dell’esistere. Cercavo l’amore dappertutto, non mi bastava il fiato per chiederlo talmente lo desideravo. Incontravo persone sbagliate, le amavo di un amore senza verità, senza pace. Poi, l’amore finiva e mi ritrovavo più povera di ore, sola con i miei rimpianti, le mie ferite inguaribili.

Poi un giorno ho incontrato te e ti ho guardato come si guarda il mare quando lo si vede per la prima volta. E’ bastato un momento ed ho capito che eri il pezzo mancante del mio puzzle, la piccola porzione di cuore che mi avevano strappato. Nei miei ricordi, il nostro primo incontro è stato un’epifania: noi due davanti ad un bicchiere e le nostre anime che si sfioravano, ancora sconosciute, che prendevano le misure, contavano i loro punti in comune e creavano legami. E’ stato difficile raccontarti la mia vita fingendo indifferenza, gli scherzi crudeli che mi ha giocato il destino (e tu che nemmeno ci credi!) ma dalla mia bocca sono uscite le parole più dolorose.

– Ci vediamo anche domenica, vero? Andiamo al cinema.

– Sì.

Non pensavo che ti avrei più rivisto. Mi scorgevo nello specchio dei tuoi occhi e non riuscivo a vedermi con i tuoi. C’era qualcosa in me che non pensava di meritare un dono così grande. Il dono di una persona che ti sceglie, tra tanti volti, tante storie, tanta gente. Mi accorgevo di aspettare il momento del nostro prossimo incontro con sensazioni contrastanti: paura, paura di stare bene, di sommergerti con i miei difetti, con i miei timori. Ma ti volevo, volevo essere solo tua, camminare nei tuoi pensieri, inciamparvi, rimanerci. Volevo che pensassi a me come una cosa bella, un incontro inaspettato.

Poi, siamo stati a quella mostra e ho sentito elettricità tra di noi. Tra quei quadri di cui non capivamo niente mi sono accorta che tu eri il quadro più bello e che ti avrei guardato per tutta la mia vita. E così ti avrei voluto baciare, così fin da subito perché le nostre bocche si unissero come già avevano fatto le nostre parole, incatenandosi l’una all’altra. Seduti su una panca nel museo, mi sono avvicinata a te, alle tue labbra calde e ti ho baciato. Ho sentito che dentro di me qualcosa si aggiustava per sempre, ho sentito che avevo trovato qualcosa che pensavo perduto, fino alla fine di quel lungo bacio, il primo di mille altri baci tra noi, ho percepito con chiarezza che i miei brutti ricordi venivano spazzati via dalla memoria. Ricordo l’atmosfera, la luce calda della stanza, i colori vividi dei quadri che si riflettevano su di noi e la vita che si accendeva di tonalità nuove, che nasceva dalle nostre labbra così vicine.

Che tu mi possa baciare sempre, giurami che non diventeremo mai come quelle persone che hanno dimenticato come toccarsi, che non si parlano più, giurami che vivremo in un abbraccio eterno anche se distanti, lontani, che sopravvivremo alle tristezze che a volte rabbuiano la vita, che le supereremo insieme. Io sento che me l’hai già giurato quando abbiamo fatto l’amore per la prima volta. Che niente sarebbe stato mai uguale e che mi avresti protetta con tutte le tue forze. Amarti è stato come scoprire me stessa e i miei desideri, che importa che forse è successo troppo presto, che importa che avremmo dovuto aspettare. Sapevo che non saresti scappato da me, sapevo che saresti rimasto. E nella notte che aleggiava leggera su di noi, sei entrato in me e siamo diventati una cosa sola. Avrei voluto ci fossero le stelle a guardarci, avrei voluto che quella notte non passasse mai, che il nostro tempo insieme nona avesse scadenze, orari prestabiliti, ritorni.

Poi ci sono state altre uscite, le nostre mani che imparavano piano a stringersi, le nostre paure che si diradavano. Siamo diventati più sfacciati, afferriamo i momenti con prepotenza, li viviamo con ardore e il tempo passa e si dimentica di noi anche se mai abbastanza.

Volevo raccontarti come ho vissuto il nostro pezzo di strada insieme, volevo parlarti di me e dei miei sentimenti. Vorrei che potesse continuare per sempre questo cammino anche se la vita riserva sempre sorprese ed è imprevedibile. Io non voglio aspettare il giorno in cui ci separeremo. Non voglio ricordarmi di questi momenti come un’attesa del peggio. Voglio vivere con splendida naturalezza, voglio godermi i nostri giorni insieme e dimenticare tutto il resto, il mio passato feroce che ogni tanto torna a tormentarmi, il mio presente inconcludente, il mio futuro incerto.

Amore, queste parole sono dedicate a te: la mia anima sorveglia la tua e lo farà per sempre, quando canto è per te che lo faccio e ogni mia azione contiene una piccola parte di te e dei nostri ricordi insieme. Scrivo poesie su di te e dalle mie vene sgorgano parole che metto su carta, lo capisci cosa sei per me, che sei nel mio sangue, che corri veloce nelle mie arterie dritto al cuore? Io non lo so che cosa sarà della mia vita e dove mi porterà ma per adesso tutte le strade che posso percorrere portano a te, al nostro amore.

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