RENZI? CHI ERA COSTUI? (ovvero, chi mi spiega cos’è un nientalista?)

Allora, iniziamo dai fatti, anzi, iniziamo a dire cos’è un “fatto”.

La mia definizione di “fatto” è: evento realmente accaduto che non può essere modificato.

Semmai, interpretato e, allora, in quel caso, diventa “notizia”.

Il fatto di oggi è che Matteo Renzi, sindaco di Firenze, è il nuovo segretario del Partito Democratico.

La notizia ora ve la servo io.

La mia notizia non è oggettiva perché il giornalismo italiano è fatto di persone con poco spirito oggettivo e molta faziosità che trattano i fatti più o meno come una piccola pallina di pongo: posso stendere il pongo e renderlo grande quanto voglio. Certo, più lo rendo grande, esteso, più diventa sottile, più diventa sottile più è facile che si rompa. Quindi, se io ingigantisco una notizia o la faccio diventare quel che voglio io rischio di essere smentita più facilmente.

Non credo sia questo il caso: visto che verrò sotterrata da commenti negativi o, comunque, discordi e dato che non faccio parte della squadra del “purché se ne parli…” ma, anzi, me la prendo parecchio a male ogni volta, corro un grosso rischio ma lo corro volentieri a difendere Renzi.

Stamattina ho scorso un po’ la bacheca del mio profilo Facebook e mi sono ritrovata a leggere i seguenti aggettivi affiancati al nome di Renzi: (li ho appuntati, aspettate…)

– Marchionniano

– Forneriano

– Demitiano

– Democristiano

– Nientalista

– Corrotto

Tutto questo condito da: “vuole gli inceneritori”, “vuole privatizzare l’acqua”, “è un uomo del centrodestra”…e chi più ne ha più ne metta (o meglio, i miei appunti finiscono qui.)

Allora, partiamo con una decifrazione di quello che ho appena scritto, sì, perché sbattere in faccia la parola “demitiano” ad un ragazzo di ventidue anni è paragonabile a non dire assolutamente nulla perché nessuno conosce il significato di questa pseudo-offesa criptico cervellotica e chi ha vissuto la stagione politica trascorsa, probabilmente, si è già dimenticato di De Mita e delle sue mirabolanti avventure da Premier.

Ma io, che ho una discreta dose di curiosità e di ostinazione, mi sono fatta un po’ una cultura stamattina, nel dormiveglia delle sei di mattina, e ho scoperto che De Mita è stato un grande uomo politico italiano che ha militato dapprima nella Dc, poi, nell’Ulivo, in seguito, persino nel PD, dal quale, però, è stato allontanato elegantemente in onore di un simbolico turn over (ossia, sbattiamo fuori i rincoglioniti che, ormai, di danni ne hanno fatti a sufficienza). Come tutti i leader della DC era un tramaccione, un nepotista, uno che peccava in nome di Dio strizzando l’occhio vispo a Satana, un politico vecchia maniera ma nemmeno tanto.

Cosa c’entra con Renzi? Mah, c’è una foto che ritrae Renzi e De Mita vicini, una foto che sembra più quella di un fan che di un collega…Una foto orrenda come potete vedere ma, acciderboli, in uno scatto è stato impresso un marchio sulla fedina politica di un uomo: sei un demitiano…

(la cosa più buffa di certi giornalisti è che coniano offese che capiscono solo loro, abbarbicandosi ad un passato talmente vecchio che odora di naftalina…)

Marchionniano e Forneriano si ricollegano al voler additare Renzi come l’uomo di Destra, il Messia figlio di Dio Padre Berlusca venuto al mondo per portare avanti la specie eletta dei granfiglidimignotta: quelli che vogliono rubare e, allora, ecco che spunta la sentenza della Corte dei Conti che condanna il comune di Firenze per…per…per…danno erariale.

Una condanna di primo grado per la quale Matteo Renzi ha presentato ricorso.

Ecco, sul danno erariale la cultura ve la fate da soli, io me la sono fatta già e sarebbe troppo noioso diffonderla: il concetto, però, è che questi giornalisti scrivono “un altro condannato…ecco, anche lui niente fedina pulita…” e ci portano sibillinamente a pensare a chissà quali gravi ingiustizie, ruberie, chissà quante ragazzine minorenni sodomizzate, chissà che evasioni del fisco, che privilegi abusati…Ragazzi, impariamo a non credere a tutto quello che leggiamo: è un dovere.

Finisco con l’analisi del “nientalista”, aggettivo che, finché stava in bocca ad un comico andava benissimo ma non va più bene se ad usarlo sono giornalisti di quotidiani nazionali: principalmente perché fa ridere ma non vuol dire niente e non mi pare adatto ad una persona come Renzi della quale tutto si potrà dire tranne che sia insapore e incolore.

Poi, c’è chi lo chiama Yuppi, chi lo offende dandogli del Mister Bean e rimpiangendo i tempi del buon Berlinguer (quasi che Berlinguer fosse il cugino italiano di Brad Pitt, quasi che la cosa ricoprisse la benché minima importanza…).

Sì, “purché se ne parli” ma rimanendo giusti nei nostri giudizi: sappiamo quello che stiamo dicendo? Siamo consci di quello che diciamo quando affermiamo “ma Renzi non è di sinistra”?

Forse esiste ancora una sinistra in Italia? Può esistere un continuo dibattito sulla conservazione delle ideologie quando il governo attuale si basa sulle larghe, larghissime intese?

Mi rifaccio a questa frase di Montanelli perché la sua opinione vale sicuramente più della mia:

“In Italia c’è una frangia d’imbecilli tali che credono si possa resuscitare il comunismo. Seppellire il cadavere del marxismo non è facile, anche perché per molti significa rinnegare l’intera esistenza. Ma certo Bertinotti non è di questi: lui non sa un corno di marxismo, non gl’importa niente, è un piccolo pagliaccio, un populista all’italiana che scalda in piazza maree di poveri diavoli e parla ancora delle masse operaie, che vede solo lui.”

Questo vale per tutti coloro che credono che essere di sinistra significhi comportarsi come uno di sinistra ma, soprattutto, per tutti coloro che credono che saranno ideologie morte e sepolte da un cinquantennio a salvare l’Italia.

I nostalgici deteriorano il nuovo e lo mettono in croce, impediscono in questo modo al nuovo di emergere ma il nuovo fa sempre bene, il nuovo dà forza, dà energia, dà vigore alle idee, alle persone, agli eventi: la faccia di Epifani ieri sera era tutta un programma, era la faccia di uno che teme la grande pedata in culo, era la faccia di uno che non è stato messo lì per servire il popolo ma le logiche di un partito che sì, è proprio di sinistra, ma proprio stalinista, ma proprio un apparato potentissimo che è talmente rigido e obsoleto che mangia se stesso.

Il PD fino ad ora è stato il buco nero delle idee politiche nuove: le ha divorate tutte.

Personalmente trovavo buffa la campagna delle vecchie primarie che mostrava un Bersani inneggiare al cambiamento (di dentiera, probabilmente…) e trovo terribilmente buffo che si consideri la cattolicissima Rosy Bindi più di sinistra di Renzi. Poi, magari, in privato vi spiego ciò che pensava Marx di Dio…

Mi limito a dire quel che penso io: sono felice di questo risultato, sono pronta anche alle innumerevoli delusioni che deriveranno da questa nuova figura politica, sono entusiasta per la maggioranza rosa nella nuova segreteria di partito, sono fiduciosa e sempre più insofferente verso questo governo congelato e agghiacciante, questo governo che dovrebbe far vergognare sia gli elettori di sinistra che quelli di destra.

Sì, perché quando le graaandi coalizioni superano un certo limite di tempo e anche la soglia della necessità diventano graaaandi inciuci.

Maxi –inciuci.

Ma abbiamo cambiato verso e la corrente d’aria generata dal cambiamento di rotta spazzerà via un bel po’ di cose.

O, almeno, così spero.

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