LIMERENCE: è paura di amare?

limerence

Abbagliata dalla mia sfavillante e terapeutica simpatia, La Personaggia ha scelto la sottoscritta per inaugurare questa nuova rubrica d’amore: Limerence.

Innanzitutto perché Limerence? Il termine, tradotto in italiano come ultrattaccamento, è usato per definire quello stato che contraddistingue chi ama in maniera così intensa da presentare uno stato mentale simile a un disturbo ossessivo. La limerence genera angoscia emotiva e senso di inutilità.

Con questa rubrica cercheremo di fare luce, anche tramite le vostre richieste, sulle più svariate problematiche che si incontrano in campo amoroso. Oggi partiamo con una delle numerose domande che ci sono giunte e che ci permette di indagare un aspetto molto particolare dell’amore.

La vostra Dottoressa Kan

woman-walking-dog-outdoors-in-autumn-park

Per favore, potresti parlare della differenza tra vero amore e la volontà di conquista che è solo una sfida dettata da orgoglio ed egocentrismo?

Non è semplice come sembra distinguere tra vero amore e le altre forme di attaccamento a una persona. Di primo acchito tutti diranno è
amore, ma dietro si nasconde un’insidia: i sintomi dell’amore, il cuore che batte all’impazzata, lo stomaco che si contorce, la lingua che non si scioglie, la voce che trema si presentano ugualmente.

Tutti pensano di saper riconoscere il vero amore, quasi nessuno sa riconoscere che quella forma di ammirazione esasperata che si concretizza in rivalità, in ricerca di approvazione, nella volontà di conquistare lo pseudoamato per il gusto di sentirsi alla sua altezza e anzi di farlo cadere ai propri piedi e di superarlo. È uno scontro tra titani, tra persone che non hanno necessariamente una forte personalità o un’autostima elevata ma che anzi si giocano la loro autostima in questa lotta. Una tipica frase è “mi sentirò bene quando lui/lei mi approverà, mi basta questo!”. Il più delle volte non è così perché è un gioco al rialzo che porta allo scatafascio. L’amante si ritrova logorato da quello che, iniziato come entusiastica volontà di possesso, si tramuta ben presto in un’ossessione, un pensiero fisso da cui è difficile distaccarsi se lo pseudo-amato non risponde nella maniera che ci si aspetta.

Infatti chi è vittima di questo “cattivo” sentimento ricerca l’altro in maniera quasi ossessiva e tende a controllarlo, vorrebbe convertire il potere di attrazione che questa persona ha nei suoi confronti in proprio potere sulla persona stessa.

Se sentite di vivere una sfida di cervelli con la persona che dite di amare, vorreste la sua approvazione a livello intellettuale o lavorativo, allora siete dentro questa spirale. Non è impossibile uscirne anche se nella maggior parte dei casi questi amori nascono per gioco e poi prendono la forma di una dipendenza.

Interessante è l’interpretazione che danno coloro che si rifanno alle filosofie tradizionali indiane. Essi spiegano come questo problema di relazione dipenda dalla chiusura del chakra del cuore cioè quello che permette di amare. Secondo queste dottrine un blocco a livello di questo quarto chakra del sistema causerebbe insicurezza e costringerebbe il soggetto a intervenire con la sua volontà ma a non ottenere risultati perché questa volontà viene percepita come “nemica” dall’altro. Se questa volontà si sostituisce all’amore impedisce di trarre beneficio e gratificazione. L’unica soddisfazione che ne deriverà sarà mentale e non a livello di emozioni e si concretizzerà, per l’appunto, in tendenza alla ricerca del possesso e del controllo sull’amato rendendo così difficilissimo abbandonarsi all’amore.

quarto-chakra

Resta una cosa fondamentale da chiarire: se non abbiamo il coraggio di mostrare i nostri sentimenti, se la paura e la vergogna ci attanagliano così tanto da impedirci di esprimere un sentimento straordinario com’è l’amore, non cerchiamo scuse. Non puniamoci dicendoci che non è amore se abbiamo timore, non diamogli un nome diverso per nascondere a noi stessi che di fronte a questa cosa siamo in difficoltà, ci sentiamo inadatti, impreparati. Piuttosto cerchiamo un sostegno, qualcuno che ci aiuti a portare alla luce il sentimento che coviamo nel nostro cuore.

Non pensate che sarebbe un peccato e una fonte di grandissimi rimpianti distruggere un sentimento avvelenandolo con etichette sbagliate solo per giustificare il nostro sentirci incapaci di esprimerlo perché non siamo stati educati ai sentimenti o comunque non siamo pronti a questo passo?

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*