Le confessioni ciniche, isteriche e romantiche di Mary G. Baccaglini

donne e uomini

Forse non tutti sanno che i veri nemici delle donne in amore sono le donne stesse. Lo dico per esperienza e aggiungo anche che, a volte, per uscire da certi ingorghi amorosi che neanche nel grande raccordo anulare, ho cercato conforto in parole amiche, a volte provenienti da sconosciute/i che, però, sapevano parlarmi al cuore.

Mary G. Baccaglini era e, spero dopo questa piccola intervista non sia più, solo una blogger con un sito figo, una pagina FB seguitissima e una lingua tagliente. Adesso, dopo mesi di sbirciatine ai suoi post (leggi: letture assetate), posso dire che è per me una grande risorsa nonché una mentore nelle questioni che prevedono un incontro tra xx e xy.

Mary è una che non ha bisogno di presentazioni perché le parole le sa usare meglio di me, io posso solo dire che in lei ho visto una lottatrice, una donna per le donne, una che si occupa in radio e sui social (e scommetto ovunque) di risolvere i problemi d’amore, cazzate vi starete dicendo, ma se ci pensate bene sono proprio queste cazzate a rovinarci la vita e ad impedirci la felicità. E ce la meritiamo questa felicità.

Così mi sono permessa di farle cinque semplici domande, uscite di getto dalla tastiera: si parla di uomini e di donne in questa intervista e si fa anche un po’ di pubblicità perché questa giovane e bella donna qui è meglio di qualsiasi terapista ed è pure gratis, quindi, correte a mettere like alla sua pagina e a leggere il suo blog:

Pagina FB: https://www.facebook.com/ConfessionidiunaMente/

Sito web: confessionidiunamente.com 

mary g baccaglini

1) Conti moltissime (e spero anche moltissimi) followers che trovano in te una persona che sa scrivere, e dire, ciò che loro non riescono ad esprimere a parole. Da tua seguace, spesso mi faccio questa domanda: come vorresti che fosse la donna di domani?

Vorrei una donna sicura di se stessa. In grado di capire che può fare quello che vuole. Vorrei una donna che si senta davvero alla pari di un uomo, non dietro come se avesse sempre bisogno di qualcuno che le sgombri la strada, non davanti perché crede di essere migliore solo perché nata con una vagina, ma accanto. Una donna capace di essere la miglior versione di se stessa e questo comprende una certa dose non solo di sicurezza, ma di verità verso la persona che è.

Oggi vedo donne che si convincono di tante cose, che si raccontano delle storie irrealizzabili, che cercano di interpretare dei ruoli che sono oggettivamente belli, ma non adatti per tutte. Vedo donne che cercano di compiacere gli uomini senza chiedersi mai “Ma io che cosa voglio?”

Ecco, io vorrei una donna del futuro concentrata su quello che sente e non su quello che gli altri si aspettano da lei. E soprattutto vorrei una donna davvero libera. Che decida per se stessa e non per quello che vorrebbe la società per lei. Far carriera non è per tutte. Sposarsi non è per tutte. Fare la casalinga idem. Fare la mamma, non ne parliamo. Eppure tutte proviamo a fare tutto, con risultati spesso discutibili. E allora vorrei donne che scegliessero per sé. Perché non è obbligatorio un lavoro da urlo o un paio di figli. È obbligatorio, però, essere felici.

2) È l’anno del #metoo, delle molestie denunciate, delle rivalse delle donne ma la vera rivoluzione, secondo me, si fa nel rapporto a due.. Come rapportarsi, quindi, secondo te, con l’universo maschile senza uscirne perdenti e prenderci ciò che davvero meritiamo?

Il #metoo è una vera e propria rivoluzione di genere. Le donne che si ribellano alla mercificazione del proprio corpo e cercano (finalmente) una meritocrazia sul lavoro.  Donne che vogliono che i loro meriti non siano riconducibili alle varie parti anatomiche ma al loro talento. Donne che sono stanche di vedere il proprio nome perennemente abbinato a quello di un uomo. Dico a queste donne Brave, sono con voi.

Ma come tutte le rivoluzioni anche questa ha una faccia oscura della medaglia. Una donna difatti con il suo corpo può fare quello che vuole, anche venderlo, anche svenderlo. È uno dei punti cardine del femminismo. E quindi è giusto anche che se una donna vuole prendere delle scorciatoie usando la seduzione, possa farlo.

Non sarà mai un esempio da seguire per me, ma lo trovo legittimo.

Però non accetto che chi decide di intraprendere la scorciatoia, poi affianchi il suo nome a quello del #metoo. Le donne devono scegliere liberamente da che parte stare. E questo vale in ogni frangente.

E poi c’è un altro aspetto del #metoo che trovo più preoccupante, ed è quello che entra nella sfera personale. Non ci sono state grandi distinzioni tra complimenti, avances, molestie e violenze e personalemente lo trovo inaccettabile. In Francia scattano le multe per chi fischia a una donna per la strada. Ecco, questo mi sembra eccessivo, per non dire folle.

mary g baccaglini

3) Le donne leggono, le donne fanno. Secondo te davvero riescono a seguire i tuoi consigli (ne ho letto uno bellissimo stamattina che diceva più o meno così “Io, caro uomo, non ti salvo perché a volte salvarsi significa morire in due”)? E se non ci riescono, è solo paura, insicurezza o c’è qualcosa di più dietro?

Io non so se le donne seguano i miei consigli, anche perché non è detto che quello che dico vada bene per tutte. Però c’è un punto fondamentale che dovremmo apprendere, uomini e donne e del quale io parlo moltissimo; l’amore verso noi stessi. Se ci amiamo e riconosciamo il nostro valore, non saremo più disposti a farci mettere i piedi in testa. Non vorremo salvare più nessuno perché capiremo che la gente deve salvarsi da sola, perché a salvare qualcuno si rischia di morire in due. E le persone che si vogliono bene non muoiono (metaforicamente) per nessuno.

Amare se stessi significa farsi rispettare a scuola, pretendere che il proprio impegno sia riconosciuto sul posto di lavoro, mettere dei paletti alle persone che non vogliono il nostro bene. Insomma, una lezione che dovremmo imparare tutti e applicare ogni singolo giorno.

4) Secondo te, nel corso degli anni, i problemi tra uomo e donna sono cambiati o sono rimasti gli stessi di una volta?

Sono palesemente cambiati, sono aumentati a dismisura. Fino a pochi decenni fa il ruolo della donna era chiaro e incontrastabile. Stava a casa, si occupa dell’economia domestica, cresceva i figli. All’uomo era dedicato il sostentamento della famiglia, senza di lui mancava il benessere e sul benessere è incentrata l’economia.

Poi la donna ha capito che poteva essere di più. Quel di più l’ha resa libera, ma ha profondamente cambiato il rapporto con il maschio che da una generazione all’altra si è trovato ad essere inutile. Non era più il pilastro della famiglia, perché la donna era in grado di provvedere a tutto. Lavoro, soldi, prole, casa, pubbliche relazioni, prestigio sociale, pure i figli possono nascere senza il contributo di un marito. E allora l’uomo di punto in bianco si è trovato a farsi una domanda che ha minato profondamnete il suo ego “E io a cosa servo?”.

Le femministe avevano educato le figlie femmine alla libertà ma si sono dimenticate di educare i figli maschi a condividere la vita con delle donne del genere. Delle wonder woman, figlie anch’esse però di un retaggio culturale che le voleva fragili, insicure, bisognose. Per questo io ambisco alla piena parità, perché staremmo entrambi meglio.

donne di cuori5) Ultima domanda, risolvimi questo mistero: perché esiste la donna “crocerossina” ma non l’uomo “infermiere” nei rapporti di coppia?

Perché è quello che dicevo prima. Un 50% dipende dal retaggio culturale che vuole la donna impegnata “in faccende” da donna, un 50% dipende dalla natura materna femminile.

Ci hanno abituate che dobbiamo prenderci cura della casa, dei figli e dell’uomo. E siamo piene di falsi miti romantici, dove se un uomo non vuole una donna all’inizio, se lei si impegnerà otterrà il trofeo. Pensa a Candy Candy.

L’amore purtroppo è ancora uno stato sociale, dove se non ti sposi sei una sfigata da compatire. E invece chi non si sposa è libera, perché ha scelto per sé.

L’uomo da questo punto di vista non è mai stato obbligato a restare, anzi, era quasi previsto che se ne andasse. È anche un aspetto antropologico. Un uomo sta se è innamorato. Una donna sta anche per dovere. Come dicevo prima parte tutto dall’amore verso noi stesse. Se ci amiamo non siamo disposte ad investire del tempo verso qualcuno che non ci vuole. Se ci amiamo non saremo mai delle crocerossine. Vale la pena provarci.

***

NDR: Questa non è un’intervista farlocca, non ho fatto volutamente editing sulle parole di Mary G., erano già belle e potenti così. Per cui leggetele: sono piccole frecce alle nostre coscienze di madri, moglie, fidanzate. Sono sincere e vere e pulsano, bruciano, fanno anche incazzare e sì, era proprio questo che volevo. Cheers!

 

 

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