IL GRANDE BLEAHHHH!

La cosa più divertente del fenomeno 50 sfumature è improvvisarsi esperte di casting cinematografici e decidere quale genere di attore potrebbe impersonare l’ossimorico e paradossale Christian Grey.

Certo, un uomo che, almeno secondo l’autrice farlocca del romanzo, rappresenta la perfezione sia fisica che mentale (gatti a nove code, a parte) non è facile da trovarsi sulla terra: di solito, cervello e corpo non vanno di pari passo. Si possono conoscere, così, uomini intelligentissimi ma con la struttura fisica e, di conseguenza, la forza, di tanti striscianti invertebrati e, poi, uomini stupidissimi ma con il fisico perfetto di dei greci.

Insomma, cara E. L. James, sei stata la rovina di molte donne: io alla metà del secondo libro mi sono arresa. Era tutto un imbroglio: non era un avvincente romanzo sulle
pratiche BDSM ma solo una lurida e melensa storia d’amore.

Certo, il personaggio maschile è vincente e mi sono arrovellata parecchio nel cercare per lui un corrispettivo umano, insomma, per  farvi capire bene in che situazione mentale mi crogiolo vi voglio riportare (e sto citando un mio stato di Facebook di questo maggio) cosa ne penso io della perfezione maschile:

“Ecco le qualità del mio uomo ideale:

1)Cinismo all’acido muriatico

2)Intelligenza egoica e paranormale

3)Becero maschilismo camuffato da volontà rigeneratrice della figura femminile

4) Lontananza geografica, profilo chiuso, ciminiera style

5) Allure da dandy, panciotto, indole litigiosa sui social network.”

Grey ha molto di questo e, in più, è un adone malato di mente dal comportamento instabile: per me e, soprattutto, per noi donne masochiste e votate all’autolesionismo lui è qualcosa di molto, molto, molto appetibile.

I miei casting mentali sono stati i seguenti:

Matt Bomer: attore che io ho visto all’opera in “Magic Mike”. Purtroppo gay fino al midollo e scartato dalla produzione cinematografica proprio per questo motivo. Diciamo che la sua omosessualità non è così evidente ma è come andare ad un appuntamento galante senza essersi depilati. Per entrare nella giusta parte bisogna sentirsi bene fuori e dentro.

David Gandy: modellone. La perfezione fatta persona. Ma nonostante la voce perfetta, il corpo perfetto, il modo di fare perfetto non è un attore e, accidenti, sembra proprio che sia fondamentale esserlo per girare questo film che, probabilmente, non sarà molto fedele alla trama (inesistente) data l’importanza che la produzione sembra riservare alla recitazione.

Robert Pattinson: dicono sia lui il vero prescelto, infine. Un fascino sinistro, in effetti.

E’ anche sinistro quello che Rob ha deciso di chiedere alla sua fidanzata fedifraga quando lei lo ha pregato di perdonarla:

Oltre alla suddetta macchina della verità per verificare ulteriori tradimenti, in atto o in fieri, Kristen dovrà rinunciare alla frequentazione di tutti i suoi amici maschi e degli ex fidanzato. Bandite anche feste e baldorie con amiche in cerca di compagnia.

La Stewart dovrà fornire a Robert password del telefono e della mail, in modo che il controllo su un’eventuale vita segreta della fedifraga sia davvero capillare.

Kristen dovrà poi andare in analisi, per rimuginare e aspergersi il capo di cenere onde espiare le corna e sottoporsi a terapia di coppia per evitare di ricascarci.” (info tratte da yahoo-OMG)

Non vi sembrano le richieste di una pazzoide socialmente pericoloso? Immagino vi riesca bene di vedervelo con un flagellatore in mano mentre cerca di picchiare la Stewart, la traditrice monoespressiva.

Quindi, non sapremo almeno fino alla fine quale sarà lo sgnacchero prescelto, per il momento possiamo solo congetturare e criticare sui rumors che trapelano da Hollywood.

Essendo, però, che la perfezione non esiste nemmeno nelle nostre menti, io temo che, chiunque verrà scelto, noi resteremo deluse.

Qualunque sia il cast, temo anche che il film sarà un’oscena pellicola puritana con tanti buoni sentimenti e un bel “vissero felici e contenti” finale. Un po’ peggio del libro in quanto a buonismo e diabete.

Insomma, tutto finirà in un grande “bleahhhh”.

(ma, nel frattempo, godiamoci gli sgnaccheri.)

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