DIAMO I VOTI AI POLITICI (…gli unici che si meritano)!

ROMA 15.10.2011PH.BRAD/AG MASIMATRIMONIO IN CAMPIDOGLIO PER OSCAR GIANNINO E MARGHERITA BRINDISI.LA CERIMONIA E' STATA UFFICIALIZZATA DAL'ON.GIORGIA MELONI.NELLA FOTO:GLI SPOSI OSCAR GIANNINO E MARGHERITA BRINDISI

Dopo il pezzo su Sanremo ho scoperto che dare i voti mi piace parecchio.

In realtà, le mie reali intenzioni erano volte alla creazione di un’apologia di Yoko Ono (che il 18 febbraio scorso ha compiuto 80 anni) ma lo sforzo richiesto dall’impresa era sovraumano per una studentessa in piena sessione d’esami. Yoko Ono è rimandata, anche se, essendo fan delle corrispondenze numeriche cabalistiche, un po’ mi dispiace.

Quindi, mi do alle pagelle dei politici, il mio codice d’onore si basa su efferatezza e, poi,…un’altra parola che non mi ricordo.

Apriamo le danze:

MARIO MONTI:

O’ Professore. O, meglio: colui che “sale” in politica. Non so a voi, ma a me l’idea della salita lascia in bocca un amarissimo sapore di schiacciamento, di prevaricazione. Sale, e per andare dove, se non “sopra”, nella stanza dei bottoni, nell’acropoli della Casta a dileggiarsi con le innumerevoli pensioni e i vari “tituli” che farebbero invidia anche allo special one, alias Mourinho.

Salire, ergersi sopra, a chi e a cosa se non a noi?

O’ Professore, si è detto: tutti i professori che io ho conosciuto covavano in loro una pertinace ostinazione all’abuso e all’oppressione. La maestra sale in cattedra, infatti, e si pone in una posizione niente affatto pari ai propri alunni che restano alunni anche quando la correggono, che restano alunni e subiscono, a causa della loro condizione gerarchicamente inferiore, ingiustizie.

L’Englishman in Rome non ha nulla di misurato ed elegante dopo un anno di mandato; il Dictator di antica memoria è divenuto magicamente difensore dei diritti della plebe: così, raccatta i cani dagli studi televisivi per sembrare un bravo nonnino, apostrofa come “cialtroni” gli avversari, inizia a parlare il “politichese” che, ahimè, è la lingua più facile del mondo.

Ma gli amletici elettori vedono in lui solo lo spettro della crisi: erroneamente, forse.

VOTO: 4

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: 40 %

OSCAR GIANNINO:

Cursus honorum (nella mia testa) di Giannino: esperto di Economia à laureato in Economia à ricoperto di master in Economia ed affini à diviso ubiquamente tra foreste di cattedre in Economia.

Cursus honorum (nella testa di Giannino, forse): laureato in Giurisprudenza ed Economia, master a Chicago in Economia ed affini.

Cursus honorum reale: pennivendolo in ambito economico, corso di inglese a Chicago.

Devo ammetterlo, ci avevo quasi creduto al disadattato e baffuto Giannino.

E chi urla al complotto non smuove di un millimetro la mia ferma convinzione: le persone integerrime sono l’eccezione al detto “Chi cerca, trova.”

VOTO: 5

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: AH AH AH.

ANTONIO INGROIA:

“RivouzioneCivieeee” si ripromette di rivoluzionare la società e la politica italiana portandosi appresso i cadaveri de “L’Italia dei Valori.”

Ingroia è l’epigono di Di Pietro o, per lo meno, conosce l’italiano più o meno quanto il suo predecessore. Inoltre, il suo procedere goffo, il suo atteggiamento pigro, non danno certo l’idea del nuovo Che Guevara: detto in due parole, il Sudamerica non è una garanzia di rivoluzione, cari elettori nostalgici della guerriglia.

Che dire? Voterei più volentieri la caricatura di Crozza rispetto all’originale che non solo non fa ridere ma, a tratti, non suscita emozione alcuna.

VOTO: 4

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: 30%

PIER FERDINANDO CASINI:

Il George Clooney votato solo dalle casalinghe, secondo alcuni, il diavolo travestito da putto che offrirebbe qualsiasi orifizio per un posto al sole, secondo me.

Quali sono le idee di Casini? Il puritano che porta a spasso due famiglie e, poi, considera l’aborto amorale non ne ha nessuna. Ha capito molto tempo fa che le idee sono antipolitiche. Io, invece, dico che votare Casini è antimorale.

VOTO: 1

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: IN QUALCHE MODO LUI VINCE SEMPRE.

GIANFRANCO FINI:

Se io fossi la vedova di Almirante mi considererei abbastanza vicina alla tomba da potermi permettere di andare a casa di Fini per ucciderlo a randellate.

No, perché i partiti politici costruiti faticosamente in mezzo secolo di storia non si vendono al primo venuto, non ci si smembra per raccattare voti: le idee sbagliate sono, comunque, idee e se nasci fascista o, in ogni caso, filofascista, devi morire filofascista. Se nasci nell’MSI non puoi morire in “Futuro e Libertà”, altrimenti c’è qualcosa che non quadra: tipo l’aver mandato a puttane l’ideologia in favore della poltronologia.

Arma a doppio taglio questa che rende facilmente dei miserabili senza dignità coloro che la impugnano.

VOTO: 1

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: NULLA. QUANDO SI HA GIÀ PERSO CON LA PROPRIA COSCIENZA.

SILVIO BERLUSCONI:

Per scrivere di lui ho chiesto ad alcuni miei amici di offenderlo liberamente, tipo brainstorming: “nasone, rifattone, maschilista, misogino, ladro, falso, ipocrita, farabutto, stronzo, bastardo, evasore, puttaniere….” e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Ma il problema resta e il problema è Silvio Berlusconi: l’highlander della politica italiana. L’uomo che è arrivato dopo la prima Casta e che è diventato il degnissimo re della seconda.

L’uomo a cui nessuno osa dire niente, l’uomo che, se si guarda allo specchio, si vede come Gabriel Garko. Non ha difetti, si sente più o meno come Gesù, solo che lui non è un personaggio di un libro, no, lui è un uomo molto malato: di megalomania, s’intende.

La megalomania non è conciliabile con la democrazia: il megalomane sfocia inevitabilmente nella tirannide. Il megalomane non è solo maschilista ma anche misandrico: solo che, siccome gli piace attirare le risa del grande pubblico, attacca più facilmente le donne con barzellette sessiste che, si sa, fanno sul popolo italiano lo stesso effetto che, ai tempi, facevano su Hitler quelle sugli ebrei.

La fine del Cavaliere arriva quando la gente smette di ridere: il buffone necessità di un pubblico.

Ma cosa ve lo dico a fare che tanto lo votate lo stesso…

VOTO: 1

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: PER SCARAMANZIA NON MI PRONUNCIO.

PIERLUIGI BERSANI:

Se Bersani fosse un organo sarebbe la cistifellea.

Ma è già un organo di partito, tant’è…

Quelli del PD sono quelli che vincono quando il primo si ritira, o meglio, quando al primo viene ritirato il premio per indegnita: sono l’Inter della politica.

Sono tutte persone che vedrei bene a governare una Comune di Figli dei fiori ma non certo un Paese di 60 milioni di abitanti.

Bersani è il ragazzotto di provincia, ex ragazzotto, che, una volta “salito” (pure lui) al potere, continua a rimpiangere i verdi prati, le serate all’osteria e tutte quelle cose demodé e oltremodo fuori luogo per un premier.

Hollande, probabilmente, gioca a Golf mentre Bersani non va oltre la Briscola.

Eppure non è credibile nemmeno come comunista, non è credibile punto.

VOTO: 3

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: 99%

NICHI VENDOLA:

Io lo odio perché si prepara i discorsi a casa e, probabilmente, non li scrive nemmeno lui. Per questo hanno un effetto Obamariano sulle persone (Obama, almeno, è più furbo, li recita meglio, come fossero farina del suo sacco, tanto che la gente non ha mai dubbi su di lui.).

Arriva nei salotti televisivi e decanta queste lamentele da bottegaro dal basso dei suoi 175.000 euri mensili.

Cose che neanche la siora Pina direttamente da Porta Portese.

Un tempo piaceva ai pensatori alternativi, ai giovinastri che si sporcano le scarpe nuove di zecca per farle sembrare vissute o indossano con disinvoltura occhiali alla Groucho Marx fortemente deturpanti ma, poi, è stato scalzato da Giannino alias lo gnomo saputello col fifì che piace a chi legge Tolstoj e Dostoevskij.

L’unica cosa che invidio del comunista a pale eoliche è il fidanzato: veramente un gran figo.

VOTO: 2

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: forse col Vaticano in vacca…

BEPPE GRILLO:

Il recente appoggio plateale di Dario Fo mi fa pensare solo ad una cosa: Fo, che servì per un breve periodo nella RSI, forse rivede nel buon Beppe il carisma del vecchio cialtrone Benito?

Fo parla di una “rivoluzione non riuscita” che, adesso, dovrebbe essere portata in porto dai grillini.

Forse a colpi di pannelli fotovoltaici.

Oppure bruciando i libri delle biblioteche (non vi ricorda tanto Marinetti?) per sostituirli con i Kindle.

Di Beppe Grillo io so che l’unica cosa che ha saputo fare è stato urlare nelle piazze.

Ricordo anche un video in cui afferma che“L’aids è una bufala.”

Dopo averlo visto ho rinunciato ad informarmi su Grillo.

VOTO: 1

POSSIBILITÀ DI VITTORIA: 20%

E, detto questo, votate responsabilmente.

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